Come partecipare al GASU Sesto?

Per poter acquistare è necessario iscriversi al nostro GASU, al costo di 20 euro all'anno.
Tale quota ci serve fondamentalmente per contribuire all'affitto del locale che utilizziamo per il recapito della spesa stessa (via Rovani, 283 a Sesto San Giovanni).
L'adesione può essere come semplice compratore oppure si può partecipare più attivamente al gruppo, partecipando alle decisioni. La partecipazione più attiva è aperta a tutti.

Il motivo principale per cui abbiamo deciso di aprire il GASU Sesto non è quello di risparmiare sulla spesa quotidiana, ma di mettere in pratica un'alternativa all'attuale modello di consumo e di economia, che prediliga l'ecologia nei rapporti con l'ambiente e l'etica nei rapporti umani.

Il nostro gruppo di acquisto è formato da un insieme di persone (attualmente circa 18 famiglie) che decidono di incontrarsi per acquistare prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro. Il gruppo aiuta a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte.

Nella scelta dei prodotti si prediligono quelli provenienti da agricoltura biodinamica o biologica.

Tra i produttori si scelgono quelli che 

  • trattano con giustizia e rispetto i propri lavoratori (condizioni di lavoro eque, salute, formazione),
  • scelgono di rispettare l'ambiente, che valorizzano le caratteristiche peculiari dei luoghi (conoscenze, saperi tradizionali, particolarità ambientali, ricchezze sociali e relazionali) e
  • siano geograficamente vicini a noi.

La frequenza con cui facciamo gli ordini è settimanale per quanto riguarda il fresco (frutta e verdura), mentre per carne, formaggi, pasta, olio e detersivi la cedenza degli ordini non è fissa, ma dipende dalle esigenze dei partecipanti al gruppo stesso.
Nel periodo delle arance facciamo un ordine ogni 3 settimane circa.

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Un farmaco per una patologia che non esiste

Autore:
Elena Fumagalli
farmaci

Non esistono prove scientifiche, non esistono studi sull’ esistenza di questa malattia ma un semplice test per diagnosticarla.
Colpisce i bambini e sta già tornando in Italia la sua cura che sarà una vera e propria minaccia per i piccoli e una miniera d’oro per chi la produce.

Se un bambino è spesso agitato e disattento molto probabilmente ha l’ADHD.
Se a scuola disturba e non è capace di stare seduto al proprio banco per ore forse ha l’ADHD; se ha anche difficoltà nel rapportarsi con gli altri bambini e non ascolta la maestra allora quasi sicuramente è affetto da ADHD.
Ma che cosa è questa malattia?
Si chiama ADHD –Attention Deficit Hyperactivity Disorder- ma è più conosciuta come sindrome da iperattività.
Passa sotto il nome di patologia, ma non esiste un criterio scientifico, chiaro per una diagnosi che è basata sulla semplice osservazione dei bambini.
In realtà questo è un disturbo del comportamento, caratterizzato da iperattività, difficoltà di attenzione ed impulsività.
I bambini nella fascia di età tra gli 0 e gli 8 anni vivono talvolta situazioni disagiate e hanno il loro modo per esternare il proprio mondo interiore, per comunicare al genitore ed insegnanti, figure di riferimento principali per quella fascia d’età, disagi scolastici e/o familiari.
Ecco, però, arrivare dall’America la soluzione per questa “malattia”: una cura basata sulla somministrazione ai bambini di Metilfenidato (messo in commercio col nome di Ritalin e prodotto dalla casa farmaceutica Novartis).
Il Ritalin è un medicinale che era già presente in Italia negli anni ’80 e che fu ritirato dal commercio nel 1989. Attualmente è la terapia principe per la cura dell’ ADHD negli USA.
Il Metifenidato è un eccitante del Sistema Nervoso Centrale causa di numerosi effetti collaterali nei pazienti a cui viene somministrato e di una vera e propria dipendenza, infatti la sospensione del medicinale fa riemergere la situazione antecedente al periodo di regolare assunzione. Gli effetti collaterali del Ritalin sono gravi e generalizzati con il coinvolgimento di diversi sistemi e apparati:
a livello cardiaco si sono riscontrate palpitazioni, tachicardia ed aritmie, mentre il coinvolgimento di altri organi ha portato persino ad anoressia e disfunzioni ghiandolari.
Sicuramente la situazione più grave si verifica con la compromissione delle funzioni cerebrali che evidenziano stati d’ansia, nervosismo, aggressione ma anche manie e psicosi.
Dall’America arrivano dati allarmanti che mettono in relazione il numero di bambini trattati col Metilfenidato e l’aumentato tasso di tentati suicidi nella fascia di età adolescenziale.
Questo principio attivo può essere considerato al pari di una droga; appartiene alla categoria degli stupefacenti nella stessa tabella della cocaina, anfetamine, oppioidi e barbiturici. Nonostante il ritiro dal commercio da quasi 20 anni, si proposto di rimetterlo in circolazione e collocare questo principio attivo nella tabella degli stupefacenti meno restrittiva per facilitarne la prescrivibilità da parte dei medici.
Potremmo dire quindi che questo medicinale ha la funzione di intontire il cervello di questi soggetti indifesi, di sciogliere i disturbi più manifesti e coprire le vere cause del loro disagio.
Certo così si riesce a “gestirli” meglio a scuola e in famiglia, ma fra qualche anno cosa succederà?